Difendersi dalle recensioni false su Google e dai recensori compulsivi non è facile: certamente non è cosa immediata né semplice da gestire. In compenso il danno che può derivare dall’azione di tali soggetti è considerevole.

Purtroppo quello di chi recensisce a vanvera i siti o i prodotti o i servizi altrui promossi in rete attraverso i siti web è un problema serio e rispetto al quale non ci sono molte difese.

Ne siamo rimasti vittime anche noi e ti raccontiamo i fatti.

Eidonet e le recensioni false su Google

Recentemente abbiamo portato aggiornamenti sostanziali al profilo aziendale Google Business. Per farlo abbiamo pensato bene di verificare cosa Google visualizzi di noi; pertanto abbiamo cominciato con una semplice ricerca su Google per keywords. E così abbiamo scoperto che (non è precisata la data) un illustre sconosciuto ci ha recensito con 2 stelle su 5. Nemmeno una parola che giustificasse tale valutazione.

Siamo risaliti al nome e al cognome del recensore giusto per capire chi avessimo deluso. Purtroppo (o per fortuna?) abbiamo scoperto che nemmeno conoscevamo questo personaggio: non è un nostro cliente e nemmeno un utente che ci abbia contattato per richiedere informazioni o un preventivo. Vive a 250 chilometri da noi e viene indicato come “global guide” da Google, classificazione che immaginiamo gli venga riconosciuta in forza di 154 recensioni grazie alle quali gli vengono attribuiti la bellezza di 6980 punti (???)

Abbiamo contattato Google

Dopo aver compilato un form di richiesta contatto attraverso il quale abbiamo spiegato il nostro caso e il motivo per cui cercavamo assistenza. Non abbiamo fatto in tempo a cliccare il tasto “Invia” che subito ci è arrivata una telefonata dalla California. Però: che rapidità!

A questo punto rispieghiamo la situazione alla signorina italiana che gentilissima ci assiste. Costei ci spiega che l’aver attribuito una valutazione in stellette (2 su 5) senza aver scritto nulla non consente a lei, come Google, di cancellare la recensione negativa.

Racconta inoltre che Google entro la fine del 2019 avrebbe rivisto le sue regole di scrittura e pubblicazione di recensioni proprio per evitare questo dilagante problema.

Infine suggerisce di rispondere all’inserzione perché anche la nostra voce venga sentita. In realtà scopriremo successivamente che a una recensione fatta di sole stellette nemmeno si riesce a rispondere.

Chiudiamo la telefonata rispondendo al sondaggio con cui segnaliamo che il problema NON è stato risolto ma che la signorina è stata gentilissima.

Il problema resta: come difendersi dai recensori compulsivi?

Al momento non ci sono molte difese anche perché i big della rete tendenzialmente preferiscono difendere la libertà di espressione degli internauti. In effetti noi non ci sogniamo di mettere il bavaglio a chi non ci vuole bene però rivendichiamo il diritto di conoscerne i motivi: quando reali, ci danno spunti importanti nella direzione del miglioramento e della nostra crescita. Ma è giusto anche garantire la fondatezza di queste critiche: se non sono motivate e ti piovono addosso da chissà dove e perché, non sono altro che ingiurie potenzialmente dannose.

Abbiamo cercato di capire perché questo sconosciuto si sia preso il tempo per screditare la nostra attività. In effetti riteniamo che qualcuno possa non aver gradito talune nostre pubblicazioni. Un concorrente? Può essere. In questi anni abbiamo constatato per esempio che nel mondo della ristorazione la pratica di gettar fango sul proprio concorrente è diffusa.

Difendersi dalle recensioni false su Google: conclusioni

Difendersi è possibile ma occorre fare attenzione ed essere diplomatici. Recentemente abbiamo raccolto una testimonianza di come lo studio di un commercialista sia stato danneggiato da un cliente che, decisamente alterato, si è incarognito sul professionista. In questo caso è meglio non reagire perché qualsiasi risposta è sbagliata. Oltretutto il commercialista ha indagato ed è risalito all’identità del recensore contattandolo telefonicamente e prendendosi una denuncia per violazione della privacy e un provvedimento punitivo da parte di FB. Oltre al danno anche la beffa.

Se si decide di rispondere noi suggeriamo quanto segue:

1. ribattere educatamente chiedendo spiegazione. Per esempio, nel nostro caso avrebbe potuto essere “Esimio XZY: non sei mio cliente né mi hai mai contattato per avere informazioni. Non ci conosciamo affatto: perché hai sentito tale necessità di recensirci?” Ovvio che la risposta non ha il fine di ottenere una controrisposta quanto, piuttosto, quello di mostrare agli altri utenti la vera natura di questa recensione;

2. segnalare a Google la recensione e il recensore;

3. evitare qualsiasi inquinamento di ordine politico o ideologico con la propria attività sebbene, nel nostro caso, la recensione sia stata effettuata su Google e non su Facebook. Del resto profilo personale FB e attività professionale vengono oculatamente tenute separate.