Facciamo SEO?

La SEO: un’illustre (ancora troppo) ignota. Figurarsi l'attrazione visiva sul Web! Andiamo per ordine.

SEO: ovvero Search Engine Optimization. Un’entità che lavora dietro le quinte eppure di cui ancora molti ne ignorano l’esistenza. Perché sì, oggi tutti vogliamo far parte del World Wide Web. Dalla rete delle reti ci aspettiamo visibilità, chiediamo visibilità.

Essere primi su Google! Possibilmente risiedere stabilmente in prima pagina per le parole chiave a noi più care. Questo è il miraggio, come se ciò bastasse per incrementare i nostri fatturati. Ma non tutti sappiamo che non basta buttare giù qualche immagine e un po’ di contenuti per guadagnarsi una posizione nel cuore di Google, il severo selezionatore.

Una questione (anche) di estetica: l’attrazione visiva sul Web

Ma facciamo un passo indietro. Ci è capitato di analizzare siti in cui gli articoli non si potevano neppure guardare. Figuriamoci leggere: frasi infinite, paragrafi alti e impaginati come mattoni, senza un capoverso, un’interlinea adeguata, non un grassetto o un corsivo…

Ecco, al di là (che non è aldilà) del discorso tecnico della SEO, mettetevi nei panni del lettore/cliente. Il solo impattare in un articolo di siffatta costituzione, gli fa passare all’istante la voglia di sapere se voi siete davvero ciò che stava cercando. Questa è ciò che noi chiamiamo attrazione visiva sul Web. In un universo telematico in cui le interfacce grafiche user friendly hanno soppiantato le monotone stringhe di codice comprensibili solo ai programmatori, oggi anche l’occhio vuole la sua parte, ed è una parte molto importante.

Immaginiamo una sala con due belle donne. Per quanto possano essere perfette, se una è legnosa e poco accattivante, vestita come un cyborg e con un sorriso tirato di circostanza, sarà preferita quella più morbida e ariosa, con l’abbigliamento coerente e il sorriso aperto.

Ebbene

il primo impatto con un sito web è visivo.

Se il nostro web designer avrà fatto un buon lavoro, il lettore/cliente si soffermerà perché intrigato prima dalla grafica. E questa sarà una tacca a nostro favore rispetto ai competitor. Template, colori, font, devono essere scelti con criterio professionale in base alla nostra attività. Un esempio di vita vissuta: uno studio professionale non può (non può!) usare il Comics Sans… Checché, il cliente non ha sempre ragione; bisogna indurlo a vedere oltre le sue visioni che a volte sono più che confuse. È un lavoro sporco, è vero, ma qualcuno deve pur farlo, e quelli siamo noi.

Tuttavia sarebbe limitante pensare che l’attrazione visiva sul Web sia legata solo all’impatto di un layout. Esiste un secondo livello di coinvolgimento, successivo al primo appena descritto, non meno istintivo e legato ai contenuti o meglio ai testi. Come si scrive, coerentemente con le keyword a noi care, è questione fondamentale per gli effetti motivanti (all’azione) che vogliamo suscitare nel nostro utente. Ma è anche essenziale per far sì che Google ci posizioni in prima piuttosto che in seconda o ennesima pagina per una specifica parola chiave.  In pratica scrivere bene, per il Web, è quanto dobbiamo fare per posizionarci in testa e suscitare il massimo dell’interesse in chi, senza che lo sappia, ci sta cercando. Lo sapete fare?

Spazio al copy!