Facciamo SEO? (III parte)

Fare SEO: nei nostri precedenti articoli abbiamo analizzato come ottimizzare per la SEO la leggibilità di un testo con il plugin per WordPress Yoast.

Come abbiamo detto, Yoast (ma la SEO in generale) agisce su due fronti: analisi leggibilità e frase chiave. Determinare la Frase Chiave o Keyword è davvero importante per ottenere un buon posizionamento rispetto anche alla concorrenza, ma è tutt’altro che semplice.

Fare SEO: i presupposti

La cosa migliore da fare per iniziare questa analisi è innanzitutto focalizzarci su chi siamo, cosa offriamo, qual è il nostro target di utenza e come ci cercherebbero i nostri clienti.

Se vendiamo abbigliamento da donna fatto a mano non ci posizioneremo certo per scarpe e accessori, anche perché un uso scorretto delle keywords porterebbe subito a una penalizzazione da parte di Google.

Scegliere le keyword

Un altro esempio: se siamo uno studio legale e ci occupiamo per lo più di separazione e divorzi non è sensato che noi si cerchi di posizionarci per le keyword “divorzio” o “separazione”. Finiremmo su Google per concorrere con altri 13.900.000 siti per la parola “divorzio”, 18.200.000 siti per la parola “separazione”. Avrebbe più senso tagliare l’ottimizzazione per la keyword “divorzio veloce”  (1.110.000 risultati di ricerca) o “avvocato matrimonialista” (124.000 risultati di ricerca). Se poi dessimo una connotazione “avvocato matrimonialista Monza” (8.520 risultati di ricerca) otterremmo una situazione decisamente più favorevole.

Questi esempi rivelano una marcata genericità e costi elevatissimi per acquisire una visibilità probabilmente non corrisposta dal reale interesse dell’utente che ci sta cercando senza conoscerci.
Ricordatevi che Google premia la nicchia: meno concorrenza, più possibilità di andare in cima alla SERP (Search Engine Result Page) quindi in prima pagina su Google.

Gli strumenti di analisi

Per fare amicizia con questo tipo di analisi vi consigliamo di cominciare con Google Trends e Keyword Planner che possono darci una mano a capire la frequenza con cui compare nelle ricerche web una certa parola chiave, la cosiddetta densità.

È chiaro che poi, per un lavoro approfondito, bisogna affidarsi a tools più completi come SEMRush e l’italiano SEOZoom.

Una volta stabilita la keyword, dobbiamo posizionarla nella nostra pagina, e quindi curare una delle tre aree della SEO che è quella on-page.

Con il supporto di Yoast, andiamo a inserirla nel tag title, nel meta tag description, nell’URL, nei sottotitoli e nell’attributo Alt dell’immagine in evidenza. Se mancheremo in qualche punto la faccina di Yoast resterà rossa, o al massimo arancione, il che significa che qualcosa non va e dovremo lavorarci ancora.

Tornando a Yoast...

  1. Tag title: la parola chiave deve essere inserita nel titolo del nostro articolo. È la prima cosa che compare nella pagina di ricerca (SERP), e se corrisponde a quello che sta cercando il cliente è bene che lo veda subito. Il tag Title corrisponde al titolo in H1 che WordPress predispone, quindi non dobbiamo far altro che strutturare un titolo che contenga la nostra parola chiave, preferibilmente all’inizio, e scriverlo nell’apposito spazio;
  2. Meta tag description: è ciò che il cliente legge sotto il nostro titolo in SERP, il cosiddetto snippet. Sono giusto 160 caratteri quindi bisogna essere efficaci nel gestire parola chiave e descrizione;
  3. URL: l’indirizzo del nostro sito e delle pagine, importante per la SEO e per il cliente che riconosce la pertinenza o meno della sua ricerca. Modificarlo se non è abbastanza chiaro è d’obbligo. Prendiamo ad esempio https://www.nostrosito.it/seo-on-page/: l’argomento pare chiaro. Diversamente sarebbe se si trattasse di un URL tipo https://www.nostrosito/p-id=123pjfrlz8.
  4. Sottotitoli: importante che chi ci legge visualizzi subito e più volte la parola chiave e quindi comprenda se siamo la risposta alla sua ricerca. Abbiamo già spiegato in un altro articolo come il primo impatto web sia di tipo visivo: quando un navigatore apre un sito lo scrolla, in pratica lo scorre dall’alto verso il basso, per cercare la parola che corrisponde alla sua ricerca; se la trova proseguirà con la lettura altrimenti abbandonerà e passerà appresso. Quindi è bene che la parola chiave compaia più volte nei sottotitoli oltre che nel testo, in maniera organica e mai a caso.
  5. Attributo Alt: è la descrizione dell’immagine che sceglieremo per rappresentare il nostro articolo. Scegliamo un’immagine coerente e creiamo una breve descrizione che conterrà anche la parola chiave.

E questo è un po’ del tutto, gentili lettori.

Per una SEO approfondita ed efficace ci siamo qui noi della E.Idon, che siamo nati per viaggiare al vostro fianco: studiamo soluzioni adatte alle vostre esigenze, e facciamo nostri i vostri obiettivi. Contattateci per un consulto, e al prossimo articolo!