Cosa deve avere il sito di uno studio legale

In tutti questi anni cosa deve avere il sito di uno studio legale è questione che nemmeno i legali hanno ben capito. Non vi torna un congiuntivo? Pazienza: vi svelerò poi il perché. Andiamo avanti.

Nella nostra esperienza professionale abbiamo spesso avuto a che fare con professionisti che partivano con entusiasmo, grandissimi propositi, idee innovative, visioni fantasmagoriche ma poi, al lato pratico, nessun seguito. Negli altri casi gli avvocati partivano da posizioni notevolmente scettiche rispetto al Web. Di fatto tutto si riduceva al più classico dei siti vetrina, talvolta anonimo, raramente aggiornato. In pratica si finiva per realizzare un sito soggetto a rapido invecchiamento, un portale assolutamente inutile se non ad aggiungere un indirizzo Web su un biglietto da visita. Per carità: la professione non lascia molto spazio, questo lo sappiamo bene. Ma è un peccato aver rinunciato a cavalcare un'onda per ritrovarsi poi a subirla e dovercisi adattare.

In ogni caso le idee innovative sono davvero interessanti. Pertanto vi si invita a contattarci qualora le voleste conoscere.

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Prima di approfondire cosa deve avere il sito di uno studio legale, vogliamo fare una premessa: esimi avvocati, se volete un sito che serva a qualcosa dovete dedicargli del tempo. Cioè a dire che se volete evitare di buttare via i soldi dovete predisporvi a investire del tempo in rete per la rete. Il tempo è denaro, il vostro quanto il nostro. Tutto vero. Ma se lo investite potrete averne un ritorno in termini di

  • ottimizzazione del tempo vostro e dello studio grazie anche ad una diversa e migliore gestione degli assistiti;
  • aumento di fatturato conseguente a una crescente visibilità proprio sul Web;
  • acquisizione di know-how necessario a delegare e controllare chi per voi ne potrà poi alimentare contenuti, visibilità, qualità e quantità dei servizi.

Cosa deve avere il sito di uno studio legale: i requisiti

Il portale Web di uno studio dal nostro punto di vista deve rispondere ai seguenti requisiti:

  1. rappresentare adeguatamente l'avvocato e il suo prestigio secondo un principio di coerenza e credibilità;
  2. essere leggibile e comprensibile per la potenziale clientela dello studio;
  3. presentare lo studio, i suoi professionisti, gli ambiti giurisprudenziali di cui si occupa e tutte le informazioni correlate in maniera chiara e immediatamente intuibile;
  4. rispettare la deontologia professionale;
  5. restituire visibilità allo studio e ai professionisti che vi lavorano.

Approfondiamo punto per punto i cinque requisiti

1. Rappresentare in maniera adeguata il legale e il suo studio

significa non confondere quel che si è realmente con quel che si vorrebbe essere a fine carriera.
Per esempio, in nome del prestigio non si può promuovere l'immagine di uno studio non corrispondente all'attività di un giovane avvocato che, appena superato l'esame di stato, ha deciso di mettersi in proprio aprendo il suo studio. Ancor meno se non può contare sulla "rendita" di un genitore o di un parente a lui prossimo, lui pure avvocato che però già gode di notorietà.
Oppure un avvocato di un paese di periferia difficilmente dispone di una location paragonabile a quella di uno storico studio associato del centro di Milano. Ciò non significa che sia meno professionale o abile.
Chiaro cosa intendiamo?
E così ci riallacciamo al punto che segue.

2. Essere leggibile per la clientela

significa scrivere e presentarsi consci del target di utenza a cui ci si rivolge. Persino la clientela altolocata con un livello di scolarizzazione elevato talvolta stenta a comprendere la terminologia giuridica; figurarsi un target di clientela costituito da persone di livello culturale medio o basso. Un avvocato che redige il testo di una sua pagina Web non scrive per sé stesso ma per l'utente che lo legge: un'eccessiva esibizione di linguaggio giuridico crea distanza e finisce per allontanare chi di fatto lo sta cercando e vuole convincersi di aver trovato l'avvocato che gli risolverà il problema, quello che lo farà vincere.

3. Chiarezza e velocità nell'intuire ciò che si cerca

sono requisiti più legati alla struttura di navigazione di un sito. Sono aspetti che vedono noi che implementiamo siti Web per studi legali direttamente coinvolti nell'interpretare e tradurre correttamente i professionisti e il messaggio che vogliono veicolare e diffondere attraverso il Web. In pratica il sito deve essere "user friendly" cioè facilmente navigabile e utilizzabile dall'utente-assistito. Infine deve essere esaustivo e comprensibile (vedi punto precedente).

4. Il rispetto della deontologia professionale

è ormai un refuso del passato. Quando iniziammo a fare siti web per studi legali (era il 1997) così come per molti altri professionisti era vietato promuoversi attraverso la rete in generale, in particolare attraverso un sito Web. Ora sono cambiate molte cose. Per gli avvocati, grazie alla modifica dell'art. 35 del Codice Deontologico qui riportato sulla Gazzetta Ufficiale, si legge in particolare il seguente stralcio: «l'avvocato che dà informazioni sulla propria attività professionale, quali che siano i mezzi utilizzati per rendere le stesse, deve rispettare i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale». Dunque l'avvocato si può tranquillamente promuovere in Internet facendo attenzione a non scrivere falsità.

5. Garantire visibilità per lo studio e i suoi professionisti

è il punto più complesso perché più ampio. Non si tratta di restituire visibilità in senso stretto allo studio e ai professionisti in esso impiegati, cioè sul sito, attraverso il solo sito. Ci si riferisce invece all'intera rete, al Web, alla rete delle reti. La platea improvvisamente si apre a centinaia di migliaia di internauti, possibili clienti perché la rete abbatte le distanze. Quindi come si fa a essere visibili? Si ricorre alla SEO e magari si aggiunge qualcos'altro. Cosa è la SEO lo abbiamo già ampiamente spiegato. L'opportunità che oggi un professionista dedichi risorse al posizionamento su Google pure è stato trattato ampiamente a partire da due articoli ("L'importanza della SEO per gli studi professionali" I parte e II parte).

Riprenderemo più diffusamente questo punto ripartendo da altri esempi per cercare di farvi capire come si fa ad essere efficaci su Google e sopratutto perché farlo.

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P.S. Cosa deve avere il sito di uno studio legale... il congiuntivo

Non ci siamo dimenticati della questione del congiuntivo. Avremmo dovuto scrivere "In tutti questi anni cosa debba avere il sito di uno studio legale è questione che nemmeno i legali hanno ben capito" anziché "In tutti questi anni cosa deve avere il sito di uno studio legale è questione che nemmeno i legali hanno ben capito". Ma la SEO ci impone coerenza con le keyword scelte e talvolta questo fatto comporta delle storture grammaticali. Quindi perdonateci ma... è colpa di Google: è lui che comanda, non noi.